Archivi delle etichette: licenziamento

Delibera di esclusione del socio lavoratore e licenziamento. Come impugnare

Accade frequentemente che il socio lavoratore venga licenziato con una delibera di esclusione dalla società, senza ricevere una lettera di licenziamento.

In tal caso, il socio lavoratore si trova nell’incertezza di dover impugnare la delibera di esclusione di socio con il ricorso giudiziale nel termine di 60 giorni, come previsto dall’art. 2533 c.c., oppure come licenziamento, nel doppio termine di 60, con lettera stragiudiziale, e 180 giorni, con il deposito del ricorso, come stabilito dall’art. 6 L. 604/66. Leggi il resto dell’articolo

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JOB ACT: VERSO UN LAVORO SENZA DIRITTO

In questi giorni l’attenzione dei media è concentrata sulle intenzioni del governo di abolire o contrarre l’operatività dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, considerato un simbolo da abbattere perché non più aderente all’attuale contesto socioeconomico.

Al di là delle opposte tesi sulla necessità o meno di un simile intervento radicale per stimolare la ripartenza dell’economia, la questione appare trattata in modo chirurgico e superficiale senza la considerazione delle ultime evoluzioni normative che riguardano il mondo del lavoro nel suo complesso . Leggi il resto dell’articolo

Licenziamento del socio lavoratore e rito fornero

L’art. 2 L. 142/2001 stabilisce che “ai soci lavoratori di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato si applica la legge 20 maggio 1970, n. 300, con esclusione dell’articolo 18 ogni volta che venga a cessare, col rapporto di lavoro, anche quello associativo”. Leggi il resto dell’articolo

La giusta causa di licenziamento nel rapporto di lavoro fiduciario

Il rapporto di lavoro a carattere fiduciario, com’è quello ad esempio instaurato alle dipendenze di un organo politico, può risolversi per il venir meno della fiducia purché la risoluzione avvenga con modalità che non violino le garanzie di tutela dell’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori. Leggi il resto dell’articolo

Ai soci lavoratori di cooperativa licenziati si applica l’art. 18 Legge 300/70 e il rito Fornero

L’art. 2 L. 142/2001 stabilisce che “ai soci lavoratori di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato si applica la legge 20 maggio 1970, n. 300, con esclusione dell’articolo 18 ogni volta che venga a cessare, col rapporto di lavoro, anche quello associativo”.
Tuttavia, il Tribunale del lavoro di Bologna (ordinanza 22.03.2013, dott. Sorgi) ritiene che il socio lavoratore licenziato ed escluso dalla cooperativa, può impugnare il licenziamento con il rito Fornero, non essendo necessario il preliminare Leggi il resto dell’articolo

Procedura di conciliazione per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo: datori di lavoro interessati

L’art. 1, comma 40, della L. n. 92/2012, modificando l’art. 7 della L. n. 604/1966, introduce per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo in regime di tutela reale, un tentativo obbligatorio di conciliazione della controversia presso la Commissione Provinciale di conciliazione istituita ex art. 410 c.p.c., secondo un iter che presenta alcune analogie con quello previsto, per le riduzioni collettive di personale, dagli artt. 4, 5, 16 e 24 della L. n. 223/1991. Leggi il resto dell’articolo

Il Ministero del Lavoro esclude il licenziamento per superamento del periodo di comporto dalla procedura conciliativa di cui all’art. 7 L. 604/66

L’art. 7 L. 604/66, come sostituito dalla L. 92/2012, stabilisce che l’intimazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo in regime di tutela reale deve essere preceduta da una procedura obbligatoria di conciliazione innanzi alla Commissione Provinciale di Conciliazione della Direzione Territoriale del Lavoro del luogo di Leggi il resto dell’articolo

Licenziamenti: cosa cambia con la legge 92/2012

La regola generale che stabilisce i limiti alla facoltà di recesso del datore di lavoro è contenuta nella legge sui licenziamenti individuali, la 604/1966, che all’articolo 1 dispone: «Nel rapporto di lavoro a tempo indeterminato, intercorrente con datori di lavoro privati o con enti pubblici, ove la stabilità non sia assicurata da norme di legge, di regolamento e di contratto collettivo o individuale, il licenziamento del prestatore di lavoro non può avvenire che per giusta causa ai sensi dell’articolo 2119 del Codice civile o per giustificato motivo». Leggi il resto dell’articolo

Illegittimo il licenziamento dell’addetto alla cassa che abbia fatto pagare al cliente un prezzo superiore senza appropriarsi della maggiore somma (Tribunale di Roma Sezione Lavoro n. 2178 dell’8 febbraio 2012, dott.ssa Palmieri).

Il Tribunale del Lavoro di Roma ha dichiarato illegittimo il licenziamento intimato all’addetto di una pompa di benzina con responsabilità di cassa, accusato di aver fatto pagare al cliente un rifornimento di benzina 5 euro in più, ma senza appropriazione della maggiore somma, che era stata subito restituita al cliente in presenza del personale aziendale.

Il giudice ha rilevato che il fatto, qualificato dall’azienda come appropriazione di beni di terzi, non costituiva giusta causa Leggi il resto dell’articolo

L’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, ultimo pilastro tra le macerie

In questi giorni si dibatte sull’ipotesi ventilata dal Ministro del Lavoro Elsa Fornero, ma subito dopo smentita, di abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, che tutela il lavoratore del settore privato dal licenziamento illegittimo garantendogli di essere reintegrato nel posto di lavoro, o a scelta di Leggi il resto dell’articolo