E’ in vigore il D. Lgs 81/2015, il testo unico sui contratti di lavoro

Il 25 giugno 2015 è entrato in vigore il D. Lgs 81/2015, una sorta di testo unico sui contratti di lavoro sino ad oggi disciplinati da varie norme, che apporta anche alcune importanti novità.

In primo luogo, dall’entrata in vigore del decreto, non sarà più possibile ricorrere ai contratti di collaborazione a progetto (Co. Co. Pro.), salvo quelli in corso che potranno proseguire fino alla scadenza, mentre dal 1° gennaio 2016, i rapporti di collaborazione personali che si concretizzino in prestazioni di lavoro continuative ed etero-organizzate dal datore di lavoro, saranno disciplinati dalle norme sul lavoro subordinato. Leggi il resto dell’articolo

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Riflessioni sul licenziamento disciplinare nel contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti

Con l’avvento del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, l’onere della prova che il fatto disciplinare contestato al lavoratore non sussiste, non grava più sul datore di lavoro bensì sul lavoratore. Si esige infatti, per ottenere la reintegrazione del lavoratore licenziato, la “diretta dimostrazione dell’insussistenza del fatto materiale contestato” da parte del lavoratore.

L’elementare principio dell’onere della prova viene capovolto con il paradosso che l’accusato deve dimostrare che quanto sostiene l’accusante non esiste. Leggi il resto dell’articolo

Delibera di esclusione del socio lavoratore e licenziamento. Come impugnare

Accade frequentemente che il socio lavoratore venga licenziato con una delibera di esclusione dalla società, senza ricevere una lettera di licenziamento.

In tal caso, il socio lavoratore si trova nell’incertezza di dover impugnare la delibera di esclusione di socio con il ricorso giudiziale nel termine di 60 giorni, come previsto dall’art. 2533 c.c., oppure come licenziamento, nel doppio termine di 60, con lettera stragiudiziale, e 180 giorni, con il deposito del ricorso, come stabilito dall’art. 6 L. 604/66. Leggi il resto dell’articolo

Antologia di Spoon River

spoon river

Negoziazione assistita

La negoziazione assistita è un procedimento stragiudiziale di risoluzione amichevole delle controversie con l’assistenza degli avvocati introdotto dal D. L. 132/2014 del 12.09.2014, convertito in legge 162/2014 del 10.11.2014, ed è obbligatorio, quindi costituisce condizione di procedibilità, a decorrere dal 09.02.2015, per le azioni giudiziarie in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti e per domande di pagamento a qualsiasi titolo di somme non superiori a € 50.000, fatta eccezione per le controversie nelle quali è prevista la mediazione obbligatoria, nonché con riferimento a diritti disponibili o in materia di lavoro. Leggi il resto dell’articolo

Gratuito patrocinio civile

Al fine di essere rappresentata in giudizio, sia per agire che per difendersi, la persona non abbiente può richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate.
L’istituto del patrocinio a spese dello Stato vale nell’ambito di un processo civile ed anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.).

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Le novità del 730 precompilato. Più responsabilità per Caf e commercialisti

Aumenta la responsabilità di Caf e commercialisti con l’arrivo dal 2015 del 730 precompilato.

Infatti, con l’introduzione del nuovo modello 730 compilato con i dati dell’Agenzia delle Entrate se il contribuente vuole integrare o modificare la dichiarazione precompilata dall’Agenzia delle Entrate, chi presta l’assistenza fiscale diventa responsabile anche dei nuovi dati indicati nella denuncia dei redditi. infatti, a prescindere dal fatto che il modello venga accettato incondizionatamente dal contribuente, così come compilato dall’Agenzia o che il 730 precompilato venga modificato o ingrato, il CAF o professionisti abilitati sono tenuti ad apporre il cd. visto di conformità modello 730. Leggi il resto dell’articolo

JOB ACT: LE NUOVE REGOLE PER I LICENZIAMENTI

Lo “Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” approvato dal Consiglio dei Ministri ha stabilito le nuove regole per i licenziamenti, di seguito sintetizzate.

Da una primissima analisi del testo emerge come a dispetto dei proclama del governo, non siano state introdotte novità rilevanti da far definire questa riforma “epocale”, in quanto il testo del decreto non fa che replicare lo schema e i contenuti della legge Fornero in vigore dal 2012, con l’aggiunta di non prevedere più la reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento economico e di aggravare l’onere della prova del lavoratore licenziato per motivi disciplinari. Leggi il resto dell’articolo

JOB ACT: VERSO UN LAVORO SENZA DIRITTO

In questi giorni l’attenzione dei media è concentrata sulle intenzioni del governo di abolire o contrarre l’operatività dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, considerato un simbolo da abbattere perché non più aderente all’attuale contesto socioeconomico.

Al di là delle opposte tesi sulla necessità o meno di un simile intervento radicale per stimolare la ripartenza dell’economia, la questione appare trattata in modo chirurgico e superficiale senza la considerazione delle ultime evoluzioni normative che riguardano il mondo del lavoro nel suo complesso . Leggi il resto dell’articolo

Licenziamento del socio lavoratore e rito fornero

L’art. 2 L. 142/2001 stabilisce che “ai soci lavoratori di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato si applica la legge 20 maggio 1970, n. 300, con esclusione dell’articolo 18 ogni volta che venga a cessare, col rapporto di lavoro, anche quello associativo”. Leggi il resto dell’articolo