Sostituzione del contratto collettivo con altro meno favorevole e nullità parziale del contratto

Come ha stabilito recentemente il Tribunale di Roma Sezione Lavoro con la sentenza sentenza-armone-10143-del-2016, la sostituzione del contratto collettivo con altro meno favorevole in occasione della trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, implica la nullità parziale del contratto con riferimento alle clausole meno favorevoli del nuovo CCNL.

In particolare, la questione in esame riguardava il passaggio dal CCNL Autoferrotranvieri a quello del Autorimesse e Noleggio, motivo per cui il giudice ha ritenuto che

La parziale nullità del contratto del 13 marzo 2015 comporta – ex art. 1419, secondo comma e 2077, secondo comma c.c. – la sostituzione delle clausole di richiamo al CCNL Autorimesse e di applicazione dei conseguenti trattamenti economici e normativi previsti da tale CCNL, con corrispondenti clausole di richiamo al precedente CCNL Autoferrotranvieri e alle più favorevoli condizioni di trattamento economico e normativo ivi previste. La società deve essere inoltre condannata al pagamento delle differenze di trattamento economico derivanti dall’applicazione del CCNL più favorevole, con decorrenza da marzo 2015 e nella misura da determinarsi in separato giudizio.

A tale ultimo riguardo, la società obietta che il CCNL Autoferrotranvieri prevede una retribuzione contrattuale ordinaria mensile inferiore a quella garantita dal nuovo contratto CCNL Autorimesse; ciò in quanto la differenza tra le due era data in passato da una indennità, l’ERC, che sarebbe stata oggi eliminata in seguito alla comunicazione di disdetta dagli accordi sindacali che prevedevano tale indennità, fatta dalla società alle OO.SS. il 2 luglio 2015.

Neanche tale obiezione appare centrata.

In primo luogo, la disdetta ha avuto effetto dal giugno 2015; pertanto, ove al fosse stato mantenuto il CCNL Autoferrotranvieri, almeno da marzo a maggio 2015 egli avrebbe percepito una maggiore retribuzione.

In secondo luogo, va ricordato che quando un contratto collettivo post-corporativo viene richiamato all’interno di un contratto individuale di lavoro esso costituisce la fonte di disciplina del rapporto solo per effetto di tale incorporazione; ne consegue che il contratto individuale resta insensibile alle vicende modificative del contratto collettivo pur richiamato, in particolare al recesso unilaterale del datore di lavoro, in quanto il lavoratore non è parte del contratto collettivo. Nella specie, pertanto, la disdetta dagli accordi sindacali certo non è opponibile ai lavoratori che quegli accordi abbiano visto (o avrebbero dovuto veder) recepiti nel contratto individuale”.

Avv. Claudia Puleo   Avv. Emanuele De Lucia

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