E’ in vigore il D. Lgs 81/2015, il testo unico sui contratti di lavoro

Il 25 giugno 2015 è entrato in vigore il D. Lgs 81/2015, una sorta di testo unico sui contratti di lavoro sino ad oggi disciplinati da varie norme, che apporta anche alcune importanti novità.

In primo luogo, dall’entrata in vigore del decreto, non sarà più possibile ricorrere ai contratti di collaborazione a progetto (Co. Co. Pro.), salvo quelli in corso che potranno proseguire fino alla scadenza, mentre dal 1° gennaio 2016, i rapporti di collaborazione personali che si concretizzino in prestazioni di lavoro continuative ed etero-organizzate dal datore di lavoro, saranno disciplinati dalle norme sul lavoro subordinato.

Con riferimento alle mansioni, viene riscritto l’art. 2103 c.c. che ora prevede la possibilità di assegnare il lavoratore a mansioni appartenenti ad un livello di inquadramento inferiore, purchè rientranti nella medesima categoria legale, nell’ipotesi di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incida sulla posizione del lavoratore. Tale provvedimento andrà comunicato per iscritto, a pena di nullità, e il lavoratore manterrà il livello di inquadramento e il relativo trattamento economico, fatta eccezione per gli elementi retributivi collegati a particolari modalità di svolgimento della precedente prestazione lavorativa.

Per il contratto a tempo determinato, contratto a chiamata e lavoro somministrato, non sono state apportate modifiche di rilievo. In particolare, il numero dei lavoratori   somministrati con contratto di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato non potrà eccedere il 20 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipula del predetto contratto.

Per il lavoro accessorio viene elevato il tetto dell’importo per il lavoratore fino a 7.000 euro all’anno, con il limite di 2.000 euro annui nei confronti di ciascun committente; quest’ultimo potrà acquistare il voucher solo in via telematica per una prestazione lavorativa che dovrà svolgersi in un arco temporale inferiore ai 30 giorni successivi. Il prestatore di lavoro accessorio percepirà il proprio compenso dal concessionario (intermediario) successivamente all’accreditamento dei buoni da parte del   beneficiario   della prestazione di lavoro accessorio. Il compenso e’ esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio.

La disciplina dell’apprendistato viene modificata sensibilmente dando la possibilità di accesso anche agli studenti degli istituti scolastici statali per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore.

Rivista altresì la disciplina del part time che prevede una maggior flessibilità nella variazione dell’orario di lavoro.

Avv. Emanuele De Lucia

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