Negoziazione assistita

La negoziazione assistita è un procedimento stragiudiziale di risoluzione amichevole delle controversie con l’assistenza degli avvocati introdotto dal D. L. 132/2014 del 12.09.2014, convertito in legge 162/2014 del 10.11.2014, ed è obbligatorio, quindi costituisce condizione di procedibilità, a decorrere dal 09.02.2015, per le azioni giudiziarie in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti e per domande di pagamento a qualsiasi titolo di somme non superiori a € 50.000, fatta eccezione per le controversie nelle quali è prevista la mediazione obbligatoria, nonché con riferimento a diritti disponibili o in materia di lavoro.

La negoziazione assistita è altresì esclusa nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all’articolo 696-bis del codice di procedura civile, nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata, nei procedimenti in camera di consiglio, nell’azione civile esercitata nel processo penale. Inoltre, l’obbligatorietà dell’esperimento del procedimento di negoziazione assistita non preclude la concessione di provvedimenti urgenti e cautelari, né la trascrizione della domanda giudiziale.

Invece, la mediazione è una procedura stragiudiziale di risoluzione delle controversie che deve svolgersi necessariamente dinanzi ad un organismo di mediazione autorizzato, ed è obbligatoria, ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, del D. Lgs. 28/2010, in materia di  condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Occorre, in ogni caso, sottolineare che, nelle materie in cui è prevista la mediazione obbligatoria ben possono le parti scegliere preliminarmente di avvalersi anche della negoziazione assistita.

Vediamo i tratti salienti della negoziazione assistita.

All’atto del conferimento dell’incarico, ciascun avvocato deve informare il proprio cliente della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita. L’invito rivolto a controparte deve contenere l’oggetto della controversia e l’avvertimento che la mancata risposta all’invito entro trenta giorni dalla ricezione o il suo rifiuto può essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio e di quanto previsto dagli art. 96 e 642, c. 1, c.p.c., e contenere la certificazione dell’autografia della firma apposta all’invito ad opera dell’avvocato che formula l’invito.

Dal momento della comunicazione dell’invito, o dalla sottoscrizione della convenzione di negoziazione, si producono sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale.

La convenzione di negoziazione è l’accordo mediante il quale le parti convengono di “cooperare in buona fede e con lealtà” per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati. Essa deve indicare il termine per l’espletamento della procedura, in ogni caso non inferiore a un mese e non superiore a tre mesi, prorogabile per ulteriori trenta giorni su accordo tra le parti. Deve altresì indicare l’oggetto della controversia e redatto, a pena di nullità, per iscritto, e va sottoscritto dalle parti e dagli avvocati, i quali certificano l’autografia delle sottoscrizioni. L’accordo costituisce così titolo esecutivo e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Va ricordato che l’avvocato che impugni un accordo alla cui redazione ha partecipato commette illecito deontologico.

Il mancato accordo va certificato per iscritto dagli avvocati designati. Ai fini dell’esecutività dell’accordo, lo stesso deve essere integralmente trascritto nel precetto ai sensi dell’articolo 480, secondo comma, c.p.c..

Se le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti soggetti a trascrizione, per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale di accordo deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato.

Avv. Emanuele De Lucia

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