La svalutazione del lavoro

Il Viceministro dell’Economia e delle Finanze Fassina ha dichiarato nel corso della trasmissione Servizio Pubblico del 14.11.13, che la svalutazione del lavoro è dovuta al tentativo di rafforzare la competitività dell’Italia nell’export, come richiesto dall’Europa.

Ma se con l’introduzione della moneta unica, la Germania ha rafforzato la propria posizione di leader nell’export, l’Italia si ritrova a dover riconcorrere nelle condizioni peggiori, con l’aumento della pressione fiscale,  del debito e della spesa pubblica, della disoccupazione, che stanno smantellando progressivamente il settore industriale.

In tale quadro, dove i margini di manovra sono esigui, e l’uscita dalla moneta unica non appare una soluzione plausibile, probabilmente si continuerà a perseguire la politica di abbassamento del costo del lavoro e quindi delle garanzie per tutti i lavoratori, perché è quanto chiede l’Europa.

Il meccanismo di dipendenza dall’Euro ha pertanto ingenerato un governo tecnocratico, rassegnato al ruolo di spettatore e incapace di tentare la ripresa con soluzioni alternative a quelle imposte dall’Europa.

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