Ai soci lavoratori di cooperativa licenziati si applica l’art. 18 Legge 300/70 e il rito Fornero

L’art. 2 L. 142/2001 stabilisce che “ai soci lavoratori di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato si applica la legge 20 maggio 1970, n. 300, con esclusione dell’articolo 18 ogni volta che venga a cessare, col rapporto di lavoro, anche quello associativo”.
Tuttavia, il Tribunale del lavoro di Bologna (ordinanza 22.03.2013, dott. Sorgi) ritiene che il socio lavoratore licenziato ed escluso dalla cooperativa, può impugnare il licenziamento con il rito Fornero, non essendo necessario il preliminare accertamento della legittimità o meno della delibera di esclusione da socio come previsto dall’art. 5, comma secondo, L. n. 142 del 2001, motivando come segue:
“Rimane il problema del rito, posto che comunque permane il disposto del richiamato art. 2 l. 142/2001 che dichiara non applicabile per le cooperative l’art. 18 l. 300/70. Ritiene questo Giudice di poter risolvere la questione alla luce della modifica introdotta dalla l. 92/2012 che ha previsto ipotesi di tutela obbligatoria anche nell’art. 18, ed è stato il caso del richiamato comma V° come modificato che non prevede reintegra bensì l’indennità risarcitoria ricordata in precedenza.
(…)
Come detto, la ratio della l. 142/2001, norma scritta quando l’art. 18 della l. 300/70 prevedeva esclusivamente la tutela reale, è quella di evitare la ricostituzione in via autoritativa del rapporto societario ma questo non esclude che il Giudice sempre nel contesto del rito ex l. 92/2012, come detto correttamente azionata, applichi il V° comma dell’art. 18 l. 300/70 che prevede una mera tutela obbligatoria non in contrasto con il disposto della norma specifica sulle cooperative. La scelta si impone perché in questo modo si lascia all’interno del processo la decisione del Giudice della fase sommaria in merito al contesto associativo con possibilità di ripensamenti nelle fasi successive con un diverso e più approfondito esame della materia complessiva”.
Lo stessa pronuncia ammette altresì nello stesso rito, il preliminare accertamento della validità del rapporto associativo, ove se ne deduca la natura fittizia (quando il lavoratore non viene coinvolto dalla società a svolgere alcun incombente o a beneficiare delle prerogative connaturali al ruolo di socio, quali ad esempio partecipare alla formazione degli organi sociali e del capitale sociale, all’assunzione del rischio di impresa e delle decisioni aziendali):
“il presupposto della domanda è l’inesistenza del vincolo associativo tra le parti con applicabilità del rito in quanto il rapporto di lavoro tra le parti secondo la ricostruzione di parte ricorrente non ha alcun elemento peculiare riconducibile alla l. 142/2001. L’esame di tale questione non può che essere ricompresa nella dizione: “quando devono essere risolte questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro” richiamata dal comma 47 dell’art. 1 l. 92/2012 (cd. rito Fornero) in quanto qualificare il rapporto come associativo o di mero lavoro subordinato è elemento che discrimina l’applicabilità de rito o, come vedremo in seguito, la tutela applicabile. Infatti, la ratio sottesa al ricordato art. 2 l. 142/2001 è quella di evitare per le società cooperative la possibilità di reintegrazione del socio lavoratore, posto che ciò comporterebbe necessariamente anche la ricostituzione in via autoritativa del rapporto societario, ciò che la legge vuole evitare vista l’evidente rilevanza dell’intuitus personae. Una volta inesistente il vincolo associativo il problema non si pone e trova applicazione l’art. 18 l. 300/70 con la tutela reale”
In ogni caso, ad avviso di una pronuncia della Corte di Cassazione (Corte di Cassazione, sez. lav., Sentenza 6 agosto 2012, n. 14143) il socio lavoratore dovrebbe essere tutelato dall’art. 18 L. 300/70, non essendo necessario il preliminare accertamento della legittimità o meno della delibera di esclusione da socio come previsto dall’art. 5, comma secondo, L. n. 142 del 2001, quando il vincolo associativo cessa a causa del licenziamento:
“in tema di società cooperativa di produzione e lavoro, ove la delibera di esclusione del socio si fondi esclusivamente sull’intimato licenziamento per giusta causa, trova applicazione, in forza del rinvio operato dall’art. 2 L. 142 del 2001, l’art. 18 dello statuto dei lavoratori; ne consegue che, l’illegittimità del licenziamento comporta anche quella della delibera di esclusione del socio e il ripristino del rapporto associativo”
Avv. Emanuele De Lucia

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