Contributo ASPI per i lavoratori domestici

L’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego) è il nuovo ammortizzatore sociale per i lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.

A seguito della riforma Fornero, il datore di lavoro che licenzia il lavoratore domestico è obbligato al versamento all’INPS, a titolo di contributo ASPI, della somma di € 483,80 – vale a dire il 41% del massimale Aspi fissato per il 2013 in € 1.180 – moltiplicata per gli anni di durata del rapporto, con un massimo di 3 annualità. Quindi se il rapporto di lavoro dura da 3 o più anni, il contributo è pari ad € 1.451,40 (483,50 x 3).

La rilevanza dell’importo, al quale è assogettato ogni datore di lavoro a prescindere dalla causa del licenziamento del dipendente domestico, rischia di incentivare le assunzioni irregolari.

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