Nuovi minimi: alcune considerazioni

Al fine di favorire la costituzione di nuove imprese, l’art. 27, DL n. 98/2011 conv. con modif. L. 111/2011 (c.d. “Manovra correttiva”), ha introdotto un “regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” che altro non è che un nuovo regime dei minimi (il vecchio regime è stato introdotto dall’art. 1, co. 96-117, L. 24 dicembre 2007, n. 244).

Tale nuovo regime, pur prevedendo le stesse semplificazioni contabili del previgente, richiede ai fini dell’accesso il rispetto di alcune condizioni, tra le quali le seguenti:

– il contribuente non deve aver esercitato, nei 3 anni precedenti l’inizio dell’attività, un’attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare. E l’Agenzia delle Entrate ha precisato, con il provvedimento del 22.12.2011, che “per esercizio di attività e per inizio di una nuova attività produttiva di cui all’articolo 27, comma 2, lettera a) del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, si fa riferimento allo svolgimento effettivo e all’inizio effettivo della stessa e non alla sola apertura della partita IVA”. Inoltre, il limite di tre anni previsto per l’applicazione del regime fiscale di vantaggio deve essere riferito al periodo di effettivo svolgimento dell’attività precedente e non ai periodi d’imposta.

– l’attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o  autonomo, escluso il caso in cui tale attività costituisca un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte/professione. Per cui, anche coloro che non hanno adottato in passato il regime dei minimi possono ora accedervi e mantenere tale regime fino al compimento del quinquennio o del 35° anno di età. Resta ferma comunque la necessità che si tratti di una nuova attività iniziata dopo il 31.12.2007

Il contribuente che dal 1 gennaio 2012 non possiede i requisiti dei nuovi minimi (ad esempio perché ha iniziato l’attività prima del 2008), ma continua ad avere quelli del regime precedente, passa “naturalmente” al regime semplificato degli “ex minimi” (ma qualora volesse adottare il regime ordinario può farlo tramite opzione).

Tale regime semplificato consente ai fini contabili di:

1. adottare un regime “semplificato” che prevede l’esonero dalla tenuta delle scritture contabili, la liquidazione annuale dell’IVA e l’esenzione dall’IRAP (regime “ex minimi”);

2. tenere, per opzione, la contabilità ordinaria/semplificata.

Si ricorda che il contribuente che non ha i requisiti per accedere al nuovo regime, deve applicare l’IVA nei modi ordinari, con l’obbligo di emettere la fattura con le ordinarie regole, a differenza dei nuovi minimi che continuano ad emettere fatture senza addebito dell’IVA, come stabilito dall’art. 1, comma 100, Legge n. 244/2007.

Il punto 5.1 del Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 22.12.2011 prevede che dal 2012 i ”nuovi” minimi non subiscono la ritenuta d’acconto e sulle fatture emesse a decorrere dall’1.1.2012 dal professionista, va pertanto aggiunta la seguente dicitura: “Prestazione non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi del comma 5.2 del Provvedimento Agenzia delle entrate del 22.12.2011 n. 185820”. Per la fattura  dell’imprenditore la dicitura è la seguente  “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 27 commi 1 e 2 D.L. 6 luglio 2011 n. 98.

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