PROCEDURA DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO (L. 27.01.2012 n. 3 capo II – artt 6 – 20) – ex DL 212/2011

Di seguito la sintesi delle disposizioni concernenti il tema della composizione della crisi da sovraindebitamento. Un tema di stretta attualità, uno strumento studiato per fornire al debitore ( impresa non soggetta al fallimento, consumatore) che sia “scivolato”  modi e termini per riprendersi, senza cadere nel baratro del fallimento. 

Tale strumento che entrerà in vigore la prossima settimana ( il 29 febbraio 2011) ha vissuto una super travagliata e singolare strada per la definitiva regolamentazione,  prima attraverso la decretazione d’urgenza ( l’ex DL 212/2011 )– strumento infelice visto che in sede di conversione   la  L. 10/2012 ha infatti soppresso gli artt. dal 1 al 11 del DL 212/2011 – cioè l’intera regolamentazione in tema -, pur  tuttavia “risparmiando il medesimo nome di accordi di ristrutturazione! – mentre di fatto l’intera disciplina è stata ampiamente “ritagliata ed incollata” nelle nuove disposizioni antiusura ed estorsione  ex L. 27.01.2012 n. 3 al Capo II ( artt. 6 – 20)  ed è a questa che occorre rifarsi per la disciplina del sovraindebitamento.

LEGGE  27.01.2012 n. 3 CAPO II (artt. 6 – 20)

COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO

SUMMIT

PRESUPPOSTO: SOVRAINDEBITAMENTO (art 6)

–       Il debitore versa in una situazione, non assoggettabile a fallimento, di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore ad adempiereregolarmente le proprie obbligazioni.

PROCEDURA TECNICA

1)   ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI ( art. 7 – 8)

ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI realizzato CON L’AUSILIO DEGLI ORGANISMI DI COMPOSIZIONE (organismi iscritti in apposito elenco da parte del ministero della giustizia ex art. 15 – di diritto gli ordini professionali degli avvocati , commercialisti, contabili, notai) che si deve basare su UN PIANO che preveda i tempi tecnici di pagamento, la suddivisione dei creditori anche in classi, i tempi tecnici e la liquidazione dei singoli assets, affidamento a terzi della gestione – liquidazione del patrimonio, cessione crediti futuri etc.. ed è volto ad ASSICURARE IL PAGAMENTO DI TUTTI I CREDITORI ANCHE ESTRANEI ALL’ACCORDO E SOPRATTUTTO L’INTEGRALE PAGAMENTO DEI TITOLARI DI CREDITI PRIVILEGIATI ( es. Banche – mutui fondiari, creditori ipotecari etc..)  – salvo espressa rinuncia da parte degli stessi – e non deve in alcun modo pregiudicare i diritti dei creditori nei confronti dei coobligati, fideiussori del debitore e obbligati in via di regresso (art 11) ed in alcun caso determina novazione della obbligazione originaria (art 11).

La fattibilità del piano in caso di insufficienza dei beni del debitore a garantire la soddisfazione dei crediti deve essere garantita da uno o terzi, anche con fideiussioni ovvero conferimenti di beni o redditi. ( art. 8)

PRIMA BOCCATA D’OSSIGENO – Il piano può prevedere una MORATORIA FINO A 1 ANNO, per il pagamento dei creditori estranei al ricorrere dei presupposti ex art. 8.

2)   DEPOSITO PROPOSTA DI ACCORDO IN TRIBUNALE (art 9)

La proposta è depositata nel Tribunale del luogo dove il debitore ha la residenza ovvero la dove ha la sede principale l’impresa.

In allegato alla proposta il debitore deve depositare :  (art 9)

–          Elenco di tutti i creditori con indicazione delle somme dovute

–          Elenco atti di disposizione patrimoniale compiuti negli ultimi 5 anni.

–          Dichiarazione dei redditi ultimi 3 anni

–          Scritture contabili ultimi 3 esercizi ovvero in alternativa gli estratti conto bancari con attestazione di conformità all’originale.

–          Attestazione fattibilità del piano

–          Stato di famiglia e composizione nucleo familiare

–          Elenco spese corrente necessarie al sostentamento del debitore e della sua famiglia

3)   ATTIVITA’ SUCCESSIVE AL DEPOSITO DELLA PROPOSTA:

PRIMO LIVELLO. – CONTROLLO–FILTRO DEL TRIBUNALE AI FINI DELLA AMMISSIBILIITA’ DELLA PROPOSTA (art 10)

– Vaglio del giudice sull’ammissibilità della proposta e fissazione udienza con decreto

– comunicazione a tutti i creditori dell’udienza e pubblicità della proposta e del decreto nel registro delle Imprese.

– prima udienza di trattazione – discussione della proposta.

– SECONDA “BOCCATA D’OSSIGENO” – SOSPESE FINO A 120 GIORNI DALLA UDIENZA DI DISCUSSIONE, SOTTO PENA DI NULLITA’ TUTTE LE AZIONI ESECUTIVE INDIVIDUALI, TUTTI I SEQUESTRI CONSERVATIVI E NON E’ CONSENTITA L’ACQUISIZIONE DI DIRITTI DI PRELAZIONE SUL PATRIMONIO DEL DEBITORE, salvo non si tratti chi crediti impignorabili ( es. alimenti). DURANTE TALE PERIODO SONO SOSPESE LE PRESCRIZIONI E DECADENZE.

La sospensione opera una sola volta anche in luogo di successive proposte d’accordo.

L’udienza filtro concernente l’ammissibilità – fattibilità della proposta avviene in Camera di Consiglio. Si procede a norma degli artt. 737 e ss. Cpc.

Il Tribunale si pronuncia in composizione monocratica con  decreto motivato impugnabile  – ( nel silenzio della legge si applica il cpc e pertanto – entro 10 giorni dalla comunicazione del provvedimento ( 739 comma 2) – innanzi al medesimo Tribunale che si pronuncia in composizione collegiale – del collegio non fa parte il giudice che ha pronunciato il provvedimento.

SECONDO LIVELLO. DISCUSSIONE E TRATTAZIONE DELLA PROPOSTA DA PARTE DEI SINGOLI CREDITORI E QUORUM RICHIESTO PER L’APPROVAZIONE (art 11)

Una volta dichiarata ammissibile la proposta da parte del Tribunale, inizia la vera e propria trattazione della stessa in capo ai singoli creditori.

Le dichiarazioni di consenso e dissenso da parte dei creditori sono inviate all’organismo di composizione della crisi.

Precisamente: IN RIFERIMENTO AL QUORUM DI APPROVAZIONE NECESSARIO AI FINI DELLA OMOLOGAZIONE DELL’ACCORDO (art 11)

–          Se il debitore è una impresa non soggetta a fallimento: Ai fini della omologazione dell’accordo è necessario che venga raggiunta la percentuale del  70% dei creditori favorevoli.

 

Se tale percentuale viene raggiunta, l’organismo di composizione della crisi trasmette una relazione ai creditori con in allegato il testo dell’accordo. I creditori hanno 10 giorni dal ricevimento per sollevare contestazioni. Decorso tale termine, l’organismo di composizione della crisi, trasmette al Tribunale la relazione, l’accordo raggiunto, le eventuali contestazioni ricevute e una attestazione definitiva sulla fattibilità del piano.(art 12)

TERZO LIVELLO. OMOLOGAZIONE DELL’ACCORDO DA PARTE DEL TRIBUNALE (art  12)

Verificati i predetti presupposti il Tribunale in composizione monocratica omologa con decreto motivato ex 737 cpc l’accordo raggiunto disponendo la pubblicazione presso il Registro delle Imprese.

Avverso il decreto di omologa è possibile proporre reclamo innanzi al Tribunale in composizione collegiale del quale non può far parte il giudice che ha pronunciato il provvedimento. (quanto al termine per proporre reclamo  nel silenzio del decreto si applica il cpc e pertanto – entro 10 giorni dalla comunicazione del provvedimento ex 739 comma 2)

–          Svincolo somme e cancellazione della eventuale trascrizione del pignoramento e delle iscrizioni pregiudizievoli e relative ai diritti di prelazione nonché ogni altro vincolo a fronte della omologa dell’accordo di ristrutturazione del debito (art 13)

–          PATOLOGIE NEL CORSO DELL’ATTUAZIONE DELL’ACCORDO.

–          Risoluzione dell’accordo per mancato pagamento in generale da parte del debitore o prestazione che diviene impossibile  (art. 14) – l’azione deve essere proposta a pena di decadenza entro 1 anno dalla scadenza del termine fissato per l’ultimo adempimento previsto dall’accordo (art.14)

–          Revoca dell’accordo per mancato pagamento nei termini di legge della PA ed enti previdenziali : l’accordo e’ revocato di diritto se il debitore non provvede al pagamento integrale, entro 90 giorni dalle scadenze, dei crediti della pubblica amministrazione e degli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie. (art.11)

–          Risoluzione dell’accordo  per mancato pagamento dei creditori esterni all’accordo ( art 12)

–          Risoluzione dell’accordo per fallimento del debitore (art 12)

–          Annullamento dell’accordo per dolo preordinato del debitore (art 14, rilievi penali – 19)

Le predette azioni vengano esercitate, a norma del 737 e ss. Cpc innanzi al Tribunale in composizione monocratica (art. 12, 14).

Nessun pregiudizio per i diritti acquisiti dai terzi in buona fede. ( art.14)

Aggiornato al 22.02.2012

Avv. Francesco Di Pretoro

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